La Repubblica, 20 luglio 2008
Dai bistrot ai ristoranti e a casa, i cibi sani non conoscono crisi
A tutto bio. Per salute, moda, rispetto dell’ ambiente. I seguaci del mangiare biologico sono sempre più numerosi, da 0 a 90 anni. Prima era un credo solo dei salutisti più rigorosi, poi in tempi più recenti l’ hanno scoperto anche quelli che desiderano semplicemente vivere in modo ecologically correct. E i consumi vanno a gonfie vele. Lo ha rilevato la Cia, Confederazione italiana agricoltori, sulla base dei dati Ismea/AcNielsen, sottolineando che, in una fase di crollo degli acquisti alimentari, le due categorie biologico e salutista vanno in netta controtendenza: i prodotti “biologici” mettono a segno infatti, negli acquisti domestici, una crescita pari al 9,7% nei primi nove mesi del 2007 rispetto all’ analogo periodo dell’ anno precedente, mentre i “salutisti” proseguono il loro trend positivo che si è consolidato nel quinquennio 2002-2007 con un più 4,6 per cento. Inoltre gli acquisti di riso e pasta biologici sono cresciuti del 17,1% e c’ è un netto incremento (2,4%) anche degli operatori del settore.
A seguire anche la crescita produttiva di oli biologici laziali, premiati e riconosciuti su tutto il territorio nazionale. Porte, o meglio aule, aperte al mondo bio, anche nelle scuole pubbliche di Roma e provincia, dove nell’ ultimo anno accademico, sono stati quotidianamente serviti (e graditi) agli alunni snack monodose di frutta (o verdura) rigorosamente biologico. Insomma l’ amatissimo “organic” (per gli americani, tra i primi a sostenerlo) va forte, un po’ per nutrirsi meglio e un po’ per moda. Fra i gourmet del “green food” piace molto il nuovo bistrot La Casa del Parco nel parco Villa dei Casali (via del Casaletto 400, 06.45476909): tavoli all’ aperto, design e piatti rigorosamente biologici e creativi tipo il vitello agli agrumi, con patate, nocciole, ma anche amatriciana con guanciale (bio) croccante, parmigiana di melanzane con silano e bufala dop, grigliate di carne. Tutto “organic” al 100 per cento, caffè compreso.
A pochi minuti, altra novità gustosa (e risparmiosa) il Vivi Bistrot di Daniela Gazzini “sbocciato” nel cuore di Villa Pamphili (via Vitellia 102, 06.5827540) dove potrete scegliere fra bio-picnic sur l’ herbe (servito nel kit di carta ecologica) da consumare su un telo in mezzo al parco oppure al tavolo, spendendo non più di 12 euro. E per i bimbi il kid’ s menu a 5,50 per farcire il proprio kit con pollo bio, patatine & “organic fruit juice”.
Né carne, né pesce ma menu vegetariani al Pigneto da FrescoVivo (vai Alberto da Giussano 64/f, 06.83396539) per piatti singolari come il polpettone di bulgur, un grano simile al cous cous, del quale vanno pazzi i “radical chic” di questo quartiere di tendenza. Da poco più di un mese anche ai tavoli del ristorante BioGusto (via Trionfale 9516, 06.83761370) il patron Francesco Meuti, sceglie piatti con ingredienti certificati all’ origine provenienti da cooperative laziali, mentre il pieno della spesa a marchio biologico e biodinamici si fa nel nuovo Biopolis (via Tripolitiana 76, 06.86209657) o dallo storico Biospesa (via Avezzana 21, 06. 3217845). Breakfast salutisti, formaggi di nicchia, salumi e oli dop e ricette nel nome del bio al rione Monti nel nuovo Urbana 47 (via Urbana 47, 06.47884006) dove tra design e tradizione troverete anche un piccolo store con prodotti garantiti che potrete anche ricevere a casa col servizio di Magiordomus del patron Angelo Belli. Per la linea vegetariana con ampia parte di piatti anche vegani, il cult da anni è sempre Jaya Sai Ma, locale alle spalle di Porta Portese dove tra polpettine di soia, zuppe del giorno e tanto di buffet si mangia a prezzo fisso in un ambiente dall’ aria new age. Il biologico a 360 gradi da Un Punto Macrobiotico (via dei Volsci 119 / B, 06. 39722197) dove non solo si vendono alimenti naturali, snack, spezie, farine e legumi bio (trovate perfino le prugne giapponesi in salamoia), ma anche cosmetici, vernici, prodotti per l’ igiene a difesa dell’ ambiente. Borse, carta, magliette, tovaglie e alimenti, tutto in versione naturale, rigorosamente derivante dalla canapa naturale e biologica, si trovano invece in via dei Banchi Nuovi da The Natrix. Per la verdura “come natura crea” i più esigenti fanno la spesa il venerdì e il sabato nel cortile della Cantina Castello di Torre in Pietra, ortaggi e frutta di stagione al banco dell’ azienda agricola Caramadre che salvaguarda l’ ambiente utilizzando solo concimi di origine naturale. Nella loro azienda invece, tra Fiumicino e la riserva naturale del Wwf di Macchia Grande, organizzano addirittura l’ autoraccolta, ovvero la spesa direttamente nell’ orto e dall’ albero con lezioni sui metodi di raccolta: ognuno da solo può raccogliere dalle piante e dal terreno la provvista ortofrutticola che desidera.
Più eco di così, si muore. Anzi si vive. Meglio.
Francesca Alliata Bronner
Loredana Tartaglia